LOCANDA BELVEDERE
La settimana era iniziata con tosse e raffreddore, sintomi postumi derivati della vicinanza al maialino che rosolava tranquillo nel camino il venerdi precedente. La situazione sembrava evolvere senza troppi problemi fino al fatidico otto Maggio quando Pope Leo the Fourteenth, al secolo e più che altro in Italaiano Papa Leone quattordicesimo, elargì l'Indulgenza Plenaria alla quale assistii in modo anche molto interessato, visto che l'evento, totalmente in latino, mi catapultava in epoche per me molto misteriose e per questo altrettanto interessanti. Fatto sta che il giorno dopo il mio corpo iniziò a contorcersi in modo tale che sembrava che al suo interno un demone stesse lottando per trattenere la miriade di peccati che la benedizione Papale tentava di eliminare. Al quinto giorno di espiazione decisi, però, che poteva bastare. Mi lavai con calma, come fossi un sacerdote che si appresta ad officiare un sacrificio e poi partii. Avevo bisogno di respirare. La strada era quella, non si poteva sbagliare. Durante il tragitto telefonai per fissare un tavolo, ma era pura proforma sapevo che sarei stato accolto con piacere. La giornata era delle migliori, sole alto e pieno, con temperatura piacevolmente mite. Solo in prossimità dei monti il tempo cambiò in un grigio scuro inequivocabilmente pieno di pioggia. Non cambiai idea. Arrivato a destinazione ad accogliermi solo il cinguettio degli uccellini e tutto intorno un paesaggio mozzafiato fatto di valli e montagne che squarci di sole illuminavano in modo fiabesco. Mi fermai e respirai a fondo, inalando l'attimo. Mi accomodai in terrazza, dalla quale godevo dello stesso spettacolo visto all'arrivo. Gli altri ospiti rispettavano in pieno l'atmosfera che il luogo regalava, si stava bene. Mi sorpresi a pensare a come stavano cambiando le mie abitudini, stavo abbattendo tutte quelle che un tempo erano regole alle quali mai avrei pensato di trasgredire. Non avevo più orari, ne per mangiare ne per dormire ne per partire ne per tornare, non avevo più sveglie da regolare. Non avevo più da assecondare nessuno. Ebbi un senso di libertà che mi dette il capogiro tanto fu potente e inebriante. La cameriera mi destò dai miei pensieri, ordinai Maccheroni al fungo Prugnolo e bocconcini di trota fritta. Sulle montagne era iniziato a piovere, gli uccellini scappavano cercando riparo. Niente era cambiato, il mondo continuava imperterrito ad essere meraviglioso, bastava saperlo guardare e vivere. Feci un brindisi immaginario con me stesso, anche fossero stati gli ultimi giorni sarebbero stati fantastici.
Via San Rocco Sillico di Pieve Fosciana (Lu)
